Negli ultimi mesi il tema della casa è tornato al centro del dibattito politico, e il Governo sembra intenzionato a intervenire in modo deciso sul fronte degli sfratti e delle occupazioni abusive. La bozza del nuovo disegno di legge, attualmente all’esame del Parlamento, punta a snellire in maniera significativa le procedure di rilascio degli immobili, con l’obiettivo dichiarato di rimettere sul mercato migliaia di abitazioni oggi di fatto bloccate.

Una delle novità più rilevanti riguarda la fase finale del contratto di locazione. Il proprietario, in prossimità della scadenza, potrà rivolgersi direttamente al giudice per ottenere un provvedimento di rilascio dell’immobile. La decisione potrà arrivare entro 15 giorni e, aspetto particolarmente innovativo, anche senza la celebrazione di un’udienza. In caso di accoglimento della richiesta, l’inquilino sarà tenuto a lasciare l’abitazione entro un termine massimo di due mesi, pena l’applicazione di una sanzione.

Si tratta di un cambio di passo evidente rispetto all’attuale sistema, spesso caratterizzato da tempi lunghi e da una forte tutela del conduttore. Tuttavia, il legislatore sembra voler mantenere un certo equilibrio, prevedendo possibili attenuazioni nel caso in cui l’inquilino si trovi in comprovate difficoltà nel reperire una nuova sistemazione abitativa.

Parallelamente, viene irrigidita la disciplina della morosità. Il cosiddetto “termine di grazia”, che consente al conduttore di sanare il debito pagando i canoni arretrati, verrebbe ridotto sensibilmente: non solo nei tempi, ma anche nel numero di volte in cui potrà essere invocato, che passerebbero da tre a due nell’arco di quattro anni. Una scelta che mira chiaramente a responsabilizzare maggiormente gli inquilini e a ridurre gli abusi dello strumento.

Importanti semplificazioni sono previste anche per il recupero degli immobili occupati senza titolo. In questi casi, il proprietario potrebbe ottenere il rilascio dimostrando semplicemente il proprio diritto attraverso un titolo formale, come un atto notarile, evitando così l’avvio di un lungo giudizio ordinario.

La direzione intrapresa è chiara: rendere più efficiente il sistema e rafforzare la tutela del diritto di proprietà. Resta però da capire quale sarà il punto di equilibrio definitivo tra l’esigenza di rapidità e quella, altrettanto rilevante, di garantire adeguate tutele sociali in un contesto abitativo sempre più complesso.

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