il Tar del Lazio ha annullato il divieto di usare le keybox per gli affitti brevi
Il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio, con sentenza del 27 maggio 2025, ha accolto il ricorso di un’associazione di operatori del settore alberghiero e annullato la circolare del ministero dell’Interno che vietava di fare il check-in a distanza nelle strutture ricettive. Gli operatori del turismo possono quindi tornare a identificare gli ospiti delle loro strutture da remoto tramite varie modalità, dall’invio dei documenti di identità via email o per messaggio all’uso di software molto più specifici che permettono di confermare la veridicità e la corrispondenza dei documenti. L’obiettivo della circolare del ministero era introdurre controlli più stringenti, principalmente per motivi di sicurezza: il TAR ha ritenuto illegittima la richiesta.
La circolare del ministero dell’Interno era di novembre del 2024 ed era stata applicata a partire da dicembre. Introduceva l’obbligo di riconoscimento fisico (de visu) degli ospiti delle abitazioni locate per brevi periodi e contestava inoltre che le varie procedure di identificazione degli ospiti a distanza non rispettassero i requisiti giá previsti dalla legge, perché per esempio rendevano impossibile sapere chi effettivamente entrava nell’appartamento affittato.
Secondo il TAR però l’identificazione di persona non è necessariamente migliore di quella svolta con strumenti a distanza, e quindi non ci sono basi sufficienti per imporla.
Il ministero dell’Interno potrà fare ricorso contro la decisione del TAR al Consiglio di stato.
La circolare era diventata un pretesto usato da alcune città per vietare o rimuovere le key box. A dicembre per esempio la polizia locale di Roma aveva iniziato a toglierle, per via di un’iniziativa del comune. Il comune di Firenze invece ha espressamente vietato di posizionare le key box sul suolo pubblico, con un provvedimento in vigore dallo scorso febbraio.