Per anni l’affitto turistico è stato considerato uno degli investimenti immobiliari più redditizi. Oggi, però, il contesto sta cambiando rapidamente. Le nuove regole introdotte negli ultimi anni, l’aumento della pressione fiscale per chi possiede più immobili destinati agli affitti brevi, i maggiori controlli e la possibilità per i Comuni di limitare o bloccare nuove attività stanno rendendo questo mercato sempre più complesso.
A ciò si aggiunge la gestione quotidiana: check-in e check-out continui, pulizie frequenti, assistenza agli ospiti, aggiornamento dei prezzi e forte dipendenza dalla stagionalità. In molte località, infatti, agli ottimi risultati estivi si contrappongono mesi con presenze molto ridotte.
Per questo motivo sempre più investitori stanno valutando modelli alternativi. Tra questi, il co-living per studenti rappresenta una delle soluzioni più interessanti. Si tratta di immobili organizzati per ospitare studenti universitari per periodi medio-lunghi, con permanenze che spesso coprono l’intero anno accademico.
I vantaggi sono evidenti: minore turnover, gestione più semplice, occupazione più stabile durante l’anno e minore dipendenza dalle piattaforme di prenotazione. Inoltre, mentre il settore delle locazioni turistiche è oggetto di continui interventi normativi, il mercato degli alloggi per studenti continua a essere considerato strategico per rispondere alla crescente domanda abitativa nelle città universitarie.
Questo non significa che l’affitto turistico non sia più conveniente. In alcune destinazioni continua a garantire ottimi risultati. Tuttavia, chi oggi investe nel settore immobiliare dovrebbe guardare anche alle nuove opportunità che il mercato offre.
Il 2026 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase: meno rendite legate al turismo stagionale e maggiore attenzione a modelli abitativi capaci di garantire stabilità, continuità dei ricavi e una gestione più efficiente dell’investimento. Il co-living per studenti è certamente una delle opzioni da valutare con attenzione.