Ho venduto casa e ho dichiarato il falso sulla conformità catastale dell’immobile. Ho commesso un reato?
Prima di rispondere, facciamo un passo indietro.
La conformità catastale consiste nella corrispondenza tra la planimetria depositata in Catasto e lo stato reale dei luoghi dell’immobile. In altre parole, la “fotografia catastale” della casa deve corrispondere a come la casa si presenta realmente.
Facciamo un esempio: se è stato abbattuto un tramezzo, modificando la distribuzione interna degli spazi, e la planimetria catastale non è stata aggiornata, la legge impone che, nell’atto di compravendita, il venditore renda una specifica dichiarazione di conformità catastale.
Se questa dichiarazione manca, l’atto è nullo. Ma cosa succede se la dichiarazione c’è, ma è falsa?
Immaginiamo di vendere una casa dichiarando che la planimetria catastale corrisponde esattamente allo stato dei luoghi, quando in realtà non è così, perché, ad esempio, è stata realizzata una stanza in più.
Molti pensano che, in questo caso, la compravendita sia automaticamente nulla. Non è così.
La disciplina sulla conformità catastale sanziona, infatti, la mancanza della dichiarazione, non la sua eventuale falsità. La presenza della dichiarazione, anche se non veritiera, non determina quindi, di per sé, la nullità dell’atto.
Significa allora che, se dichiaro il falso, non rischio nulla? Assolutamente no.
Sul piano civile, il venditore potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni subiti dall’acquirente, qualora la falsa dichiarazione abbia provocato un pregiudizio.
E sul piano penale? Qui la questione è più complessa.
La Corte di Cassazione si è espressa in modo non uniforme.
Secondo un primo orientamento, la falsa dichiarazione resa dal privato nell’atto di compravendita non integra necessariamente un reato.
Secondo un diverso orientamento, invece, chi rende una falsa dichiarazione al notaio, destinata a essere inserita in un atto pubblico, può rispondere del reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, previsto dall’art. 483 del Codice penale.
La questione, quindi, non può essere liquidata con un semplice “non succede nulla”.
La conclusione è una sola: la dichiarazione di conformità catastale non è una semplice formalità.
Prima di vendere un immobile è sempre opportuno verificare, attraverso un tecnico, che la planimetria catastale corrisponda realmente allo stato dei luoghi.
Perché firmare una dichiarazione senza averne verificato la veridicità può avere conseguenze civili e, a seconda dell’orientamento giurisprudenziale applicabile al caso concreto, anche penali.