Una prenotazione “Non rimborsabile” da 842 euro, una cancellazione gratuita negata e una recensione negativa su uno chalet mai visitato. Ma c’è un dettaglio: Booking contestava alla struttura di non aver segnalato il no-show dell’ospite.
Il giudice ha comunque ritenuto falsa la recensione e ne ha ordinato la rimozione, prevedendo 50 euro per ogni giorno di ritardo.
Una recensione negativa pubblicata su Booking può avere conseguenze economiche importanti per una struttura ricettiva. Ma cosa accade quando quella recensione riguarda un soggiorno che, di fatto, non è mai avvenuto?
In un caso recente, il giudice ha ordinato a Booking la rimozione di una recensione ritenuta falsa, relativa a uno chalet che l’ospite non aveva mai effettivamente visitato.
La vicenda nasce da una prenotazione “non rimborsabile” del valore di 842 euro, accompagnata da una contestazione relativa alla mancata cancellazione gratuita. Booking aveva inoltre contestato alla struttura di non aver segnalato il no-show del cliente.
Il giudice, tuttavia, ha ritenuto che il contenuto della recensione non potesse rimanere online e ne ha disposto la cancellazione.
La decisione contiene anche un elemento particolarmente significativo: 50 euro di penale per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordine di rimozione.
Il caso dimostra quanto sia delicato il tema delle recensioni online nel settore turistico. Le piattaforme non sono necessariamente immuni da responsabilità quando vengono mantenuti online contenuti falsi o lesivi dell’immagine di una struttura.
Per gli operatori dell’extralberghiero e dell’ospitalità, quindi, contestare tempestivamente una recensione falsa può diventare una vera e propria esigenza di tutela dell’attività imprenditoriale.